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SULLE TRACCE DEI LONGOBARDI (PV, PC, AL)


By Anonimo - Posted on 08 January 2019

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sulle tracce dei nostri antenati nelle province di Pavia, di Piacenza e di Alessandria
Data: 
Sab, 07/09/2019 - Dom, 08/09/2019
Tipologia: 
weekend
Acconto: 
si
Data limite iscrizioni: 
Sab, 24/08/2019
Info per email: 
info@camminalento.com
Scheda breve viaggio: 

Si pensa spesso che i Longobardi in Lombardia siano stati presenti a Monza e a Pavia ma essi sono stati presenti in tutta Italia e soprattutto nella pianura Padana. Ci sono presenze longobarde importanti anche nell’Oltrepo pavese e nella Lomellina. Visiteremo il Museo archeologico di Casteggio (PV) dove la direttrice del museo inizierà a parlarci della storia dei Longobardi nella pianura padana. Ci sposteremo poi a Bobbio (PC) per visitare l’Abbazia di San Colombano. L'origine della Sede di Bobbio, in verità della città stessa, risale alla creazione di un monastero da parte del santo irlandese, Colombano, nel 614. Nel 568 il nord Italia era stato invaso dai Longobardi, guidati da Alboino. Il nuovo re longobardo, Agilulfo divenne meno ostile e, gradualmente, anche non negativamente disposto nei confronti della Chiesa cattolica. La regina Teodolinda, che aveva sposato nel 590, era una fervente cattolica; quest'ultima aveva una grande influenza sul consorte, che si convertì grazie alle predicazioni di Colombano. Agilulfo mostrò grande zelo verso la conversione dei suoi sudditi e, a questo scopo, donò a San Colombano una chiesa in rovina ed una terra devastata nota come Ebovium, che, prima della conquista da parte dei Longobardi, aveva fatto parte del Patrimonio di San Pietro. Ultima meta la cittadina di Lomello, dove avvenne nel 590 il matrimonio tra la regina Teodolinda ed il duca di Torino Agilulfo. Il centro conserva resti delle antiche mura e la Basilica di Santa Maria Maggiore, notevole costruzione del primo periodo romanico lombardo. Nella tradizione popolare la basilica viene chiamata la “chiesa del diavolo”: la leggenda racconta che la costruzione fu distrutta dal maligno e da lui stesso riedificata in una sola notte di lavoro febbrile, ma a causa del sorgere del sole fu lasciata incompleta.

AllegatoDimensione
programma di massima sulle tracce dei longobardi (PV AL) (1).pdf377.11 KB